Numero Verde 800 910 625

L'associazione pazienti ANMAR avalla la terapia domiciliare per l'artrite reumatoide e per tutte le patologie reumatiche attraverso la somministrazione di farmaci biologici senza preferenze per alcuno, nell'ottica di una scelta della cura da parte del medico sulla base delle caratteristiche peculiari di ogni singolo paziente.
Siamo, inoltre, incondizionatamente dalla parte di tutti coloro che possono organizzare un servizio che soddisfi le esigenze dei pazienti di concerto con le strutture pubbliche.
Fit for Work Italia: malattie reumatiche croniche invalidanti, tra salute e lavoro
Roma, 4 luglio
Fit for Work Italia: malattie reumatiche croniche invalidanti, tra salute e lavoro
Roma, 20 giugno
Artrosi: una signora intrattabile?
Pescara, 1 giugno 2013
La persona al centro
I° Forum Nazionale delle associazioni che si occupano di malattie reumatiche
Abano Terme, 31 maggio - 1 giugno
Artrosi: una signora intrattabile?
Genova, 4 maggio 2013
L'artrosi oggi: Live Show
Firenze, 13 aprile 2013
Invalidità e disabilità: le agevolazioni fiscali e previdenziali
Vicenza, 28 febbraio 2013
Partecipa all'indagine mondiale sull'Artrite Reumatoide
Luci ed ombre sulla reumatologia in Provincia di Trapani
Partanna, 6 aprile 2013
ANMAR con la collaborazione di Doxa Pharma è lieta di invitarla a partecipare a questa breve indagine sul mondo delle malattie reumatiche, per raccogliere la sua esperienza sulla malattia e il supporto ricevuto nella sua gestione. Le precisiamo che ai sensi dell'art. 13 del D. Lgs. n. 196/2003 (Codice Privacy), lei è libero/a di accettare l'intervista. Le ricordiamo che qualsiasi informazione ci verrà data, verrà trattata in forma strettamente riservata e assolutamente anonima. La compilazione richiederà circa 10 minuti del suo tempo.
Il viaggio del paziente reumatico: clinici, esperti e istituzioni a confronto
Milano, 23 novembre 2012
locandina-smallLa persona al centro del sistema salute tra innovazione e sostenibilità
Milano 23-24 novembre 2012
EULAR Autumn Conference
Zurigo, 2 - 4 Novembre 2012
settimana_smallSettimana nazionale dei disturbi osteoarticolari
8 - 12 ottobre 2012
100 centri specialistici in tutta Italia ove prenotare gratuitamente una prima valutazione dello stato di salute muscolo-scheletrica
Per conoscere il centro più vicino a te e avere informazioni su come prenotare la visita:
numero verde 800 122 793
Dall’8 al 12 ottobre 2012 è in programma AMICO, Alleati Contro le Malattie in Campo Osteoarticolare, la prima edizione della “Settimana dei Disturbi Osteoarticolari”. Si tratta di una Campagna di sensibilizzazione che prevede la possibilità per gli oltre dieci milioni di cittadini italiani che soffrono di questi disturbi di usufruire di una prima valutazione gratuita dello stato di salute del loro apparato muscolo-scheletrico.
Artrosi oggi: la prevenzione è possibile e la cura è realizzabile
Milano, Roma, Padova, Catania, dal 29 settembre al 20 ottobre 2012
Mani in alto per il World Arthritis Day
Questionario sul Lupus Eritematoso Sistemico, promosso da ONDa in collaborazione con l'associazione Les e ANMAR
Il Gruppo Euris ricerca appassionati al mondo ICT appartenenti alle Categorie Protette (legge 68/99)
sinergie_luglio_2011Giornale Ufficiale dell'Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus
Luglio 2011
Sinergia_gennaio_2011Giornale Ufficiale dell'Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus
Gennaio 2011
Giornate Reumatologiche Altomolisane
Agnone (IS), 29-30 ottobre 2010
V Congresso Internazionale Multidisciplinare
Approccio Clinico e Riabilitativo in Reumatologia
Mantova, 6-9 ottobre 2010
Congresso della Società Italiana Reumatologia
Rimini, 24-27 novembre 2010
Malattie croniche e diritti: zona ad accesso limitato
Presentazione del IX Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità
Roma, 11 marzo 2010
Congresso annuale della European League Against Rheumatism (EULAR)
Roma, 16 -19 giugno 2010
Test text
Un team internazionale di ricercatori inglesi, australiani e americani (Triple A Spondylitis Consortium, o TASC) ha identificato due geni coinvolti nella comparsa della spondilite anchilosante, una delle più disabilitanti forme di malattia reumatica che coinvolge prevalentemente il rachide e le articolazioni sacroiliache, ma che può estendersi anche ad altre regioni.
La buona notizia arriva da Philadelphia, dove si è da poco concluso il meeting annuale dell’American College of Rheumatology. Qui, a due anni dall’avvio della sperimentazione, sono stati presentati i risultati dello studio Lithe nell’artrite reumatoide, uno studio internazionale che ha coinvolto 15 paesi e 1196 pazienti affetti da artrite reumatoide da moderata a grave che non avevano risposto in modo soddisfacente alla terapia standard, costituita da metotressato.
La Commissione Europea ha approvato l’impiego di SIMPONI™ (golimumab) come terapia sottocutanea, da somministrare una sola volta al mese, per il trattamento dell’artrite reumatoide (AR) in fase attiva di entità da moderata a grave, dell’artrite psoriasica (AP) progressiva in fase attiva, nonché della spondilite anchilosante (SA) in fase attiva di grado severo.
Abatacept, farmaco biologico di nuova generazione che inibisce le funzioni dei linfociti T - le cellule del sistema immunitario che provocano l’infiammazione delle articolazioni sinoviali - è efficace contro l’artrite reumatoide. Lo dimostra una review della Cochrane Collaboration, che ha passato in rassegna tutti gli studi clinici più recenti destinati a verificare la sicurezza e l’efficacia della nuova molecola.
I braccialetti di rame o le fasce magnetiche da polso, dispositivi impiegati da alcuni pazienti per ridurre il dolore provocato dell'osteoartrite, sono sostanzialmente inutili, oltre che costosi. Lo sostengono i ricercatori dell'Università di York, in Inghilterra, che insieme ai colleghi dell’Università di Hull e Durham e al National Health System (il sistema sanitario nazionale del Regno Unito) hanno pubblicato i risultati dei loro studi su Complementary Therapies in Medicine.
E' il titolo della Giornata Mondiale di quest’anno. E sottolinea la speranza che, grazie ad una diagnosi precoce e ad una terapia adeguata, si potrà sperare in una migliore qualità di vita e la possibilità di “Andare Tutti a Lavorare” (‘Let’s Work Together’).
L'esercizio fisico rivolto a migliorare la forza e la resistenza muscolare rappresenta un trattamento sicuro ed efficace nell'artrite reumatoide. E' la conclusione di uno studio della Cochrane Collaboration, il gruppo internazionale che raccoglie, valuta criticamente e diffonde le informazioni relative alla efficacia degli interventi sanitari.
Un leaflet sull'artrite reumatoide, per diffondere le conoscenze su una malattia che colpisce solo in Italia 400 mila persone: è quello che sarà in distribuzione per tutto il mese di ottobre nei supermercati Esselunga. In 75 punti vendita di questa catena diffusi nel Centro-Nord saranno a disposizione dei clienti ben 115 mila leaflet che, con un linguaggio chiaro ed esauriente, spiegano che cos’è questa malattia degenerativa delle articolazioni che riguarda soprattutto le donne, colpite ben quattro volte in più rispetto agli uomini.
Un 'incendio' che infiamma le articolazioni di 300-400 mila italiani, tre volte su quattro donne, molto spesso giovani. Contro l'artrite reumatoide e' in arrivo in Italia entro il 2009 un nuovo farmaco intelligente: il primo anticorpo monoclonale mirato al recettore dell'interleuchina-6 (IL-6), una della principali proteine che alimentano il fuoco della malattia. Il tocilizumab, questo il nome della molecola 'pompiere', promette di spegnerlo restituendo ai malati una vita normale: induce remissione clinica (in altre parole 'congela' i sintomi) nel 56% dei pazienti trattati per oltre due anni.
Con effetti collaterali sovrapponibili a quelli dei farmaci gia' sul mercato, assicurano gli esperti. Dopo 6 mesi di trattamento risulta in remissione il 33% dei pazienti che ricevono tocilizumab piu' metotrexate, contro il 4% di chi assume metotrexate da solo. E dopo un anno la percentuale aumenta al 47% (contro l'8%).

"Soprattutto - sottolinea lo specialista - tocilizumab previene la progressione del danno articolare, anche nei pazienti che non raggiungono la remissione clinica". Dopo un anno di terapia, infatti, i malati trattati con la nuova 'pallottola' biotech mostrano una progressione del danno tre volte inferiore rispetto a quelli del gruppo metotrexate. L'artrite reumatoide è una malattia autoimmune che attacca le articolazioni - ricorda Carlomaurizio Montecucco, direttore della Clinica reumatologica dell'università di Pavia-Policlinico San Matteo - Produce l'effetto di un vero e proprio incendio", avverte: divampa all'improvviso e si propaga con estrema velocità. Come un incendio, dunque, va controllata e 'spenta' il prima possibile. "Per una terapia efficace la diagnosi precoce è fondamentale - raccomanda l'esperto - La battaglia si gioca nei primissimi mesi, se non nelle prime settimane dall'esordio dei sintomi": campanelli d'allarme che vanno riconosciuti dal medico di famiglia e riportati al più presto al reumatologo.
Un recente studio, pubblicato sull’edizione on line di Nature Immunology, dimostra che una proteina, spesso accusata di «avviare» i meccanismi che inducono all’insorgenza di alcune malattie autoimmunitarie, può invece spegnere l’infiammazione ed impedire la comparsa delle malattie infiammatorie croniche dell'intestino.I ricercatori dell’Howard Hughes Medical Institute dell’Università di Yale, in collaborazione con i colleghi dell’Università di Tokyo e del Children’s Hospital di Pittsburgh, hanno infatti scoperto che la proteina interleuchina 17A (IL-17A) può comportarsi come Dott. Jekyll o Mr. Hyde, a seconda del tessuto e dello stadio della malattia in cui è coinvolta.
La scoperta ha importanti ricadute terapeutiche dal momento che attualmente si sta cercando di trattare i disordini infiammatori con farmaci in grado di bloccare sistematicamente la proteina IL-17. Un approccio che, secondo lo studio appena pubblicato, potrebbe avere effetti inaspettati, dato il nuovo ruolo che la proteina IL-17 ha dimostrato di avere.«Com’è noto la proteina IL-17A ha attività pro-infiammatoria allo stadio cronico della malattia infiammatoria intestinale, mentre il nostro modello indica un ruolo protettivo durante la fase di insorgenza della malattia stessa» spiega Richard Flavell, ricercatore dell’Howard Hughes Medical Institute.
IL-17A è una delle tante citochine prodotte in loco quando il sistema immunitario si attiva per respingere un’infezione durante una tipica risposta antiinfiammatoria. Talvolta però le citochine possono anche danneggiare i tessuti che pure vogliono proteggere. La proteina IL-17A, prodotta da specifici linfociti T helper 17 (TH-17), oltre che da altre cellule specializzate, presidia dalle infezioni batteriche o virali i tessuti esposti quali la pelle, le vie aree e l’intestino. Sebbene alcune proteine della famiglia delle citochine IL-17 possono essere benefiche, questo ruolo è spesso oscurato dal fatto che sono anche responsabili della stimolazione di condizioni autoimmuni come le malattie croniche autoimmuni dell’intestino, l’artrite reumatoide e la sclerosi multipla. Le ricerche del gruppo di Flavell suggeriscono quindi di riconsiderare la classificazione della proteina IL-17A, almeno per quanto riguarda le malattie infiammatorie croniche dell'intestino.Lo studio ha inizialmente analizzato come le coliti – una forma di infiammazione intestinale – progrediscono nel topo, una volta indotte mediante l’introduzione di nuove cellule T nel sistema immunitario murino. L’induzione della colite con cellule T modificate geneticamente ha permesso di stabilire che l’infiammazione risultava meno severa nel topo le cui cellule T non potevano produrre la proteina IL-17A, confermandone il ruolo pro-infiammatorio, ma dimostrando al contempo che tale infiammazione risultava ampiamente aggravata nei topi le cui cellule T erano deficitarie nel recettore per IL-17, il che preveniva che queste ultime rispondessero allo stimolo, questa volta antiinfiammatorio, di IL-17A. E’ stato poi visto che la proteina IL-17A rallenta la maturazione delle cellule T in cellule più specializzate, le cosiddette T helper 1 (TH1), note per causare la colite, dato che conferma ancora una volta l’attività antiinfiammatoria di questa citochina.«IL-17A sembra produrre nell’animale un significativo effetto protettivo» commenta William O’Connor, primo autore della ricerca. «Ma in alcuni casi il programma infiammatorio dei linfociti TH1 prende il sopravvento portando probabilmente alla progressione della malattia. Ciò spiega apparentemente perché i benefici effetti di IL-17A si manifestano principalmente durante i primi stadi della malattia». Ulteriori ricerche permetteranno di svelare più approfonditamente i meccanismi molecolari con cui IL-17A sopprime l’insorgenza delle malattie infiammatorie intestinali.
Se l'artrite reumatoide è scritta nel destino, e incontrarla sulla propria strada è inevitabile, allora è meglio ammalarsi d'estate. Se infatti i primi sintomi compaiono nella bella stagione, o al più tardi in autunno, si può sempre sperare in un'evoluzione meno rapida del danno alle articolazioni.
A scrivere 'l'oroscopo dell'artrite' non è un qualunque mago delle stelle, bensì un gruppo di scienziati francesi autori di uno studio presentato al congresso annuale della Lega europea contro i reumatismi (Eular), che si chiude domani a Copenhagen. La ricerca, coordinata da Gael Mouterde del Dipartimento di immuno-reumatologia dell'ospedale Lapeyronie di Montpellier, ha analizzato i dati relativi a 736 pazienti coinvolti in uno studio multicentrico condotto Oltralpe.
L'equipe ha osservato "una chiara correlazione fra la progressione dell'artrite reumatoide e la stagione di esordio dei sintomi", spiega Mouterde. Riassumendo, ecco le conclusioni: rispetto ai pazienti che si ammalano in estate, quelli che lamentano i primi disturbi d'inverno mostrano dopo 6 mesi un danno articolare più avanzato, misurato su una scala di gravità specifica. E ancora: radiografie alla mano, chi avverte i primi campanelli d'allarme dell'artrite in primavera, a distanza di 6 mesi sta peggio rispetto ai pazienti che hanno avuto le prime avvisaglie di malattia in estate. Infine, dopo 6 mesi dai primi sintomi raggiunge livelli più avanzati sulla scala di gravità chi ha registrato i primi sintomi d'inverno o in primavera, invece che in autunno.
0710_big.jpgLunedì 15 giugno presso il Palazzo Valentini  di Roma, Via IV Novembre 119/A, sarà presentato il libro di Simona Tuliozzi dal titolo "0710 Ultimo atto" il cui ricavato  sarà devoluto ANMAR.Questo romanzo 0710 ultimo atto, è fondamentalmente e strutturalmente un romanzo d’amore con dei contenuti di pertinenza psicologica. Ciò che emerge maggiormente è la diversità di generi, soprattutto in relazione all’approccio diverso rispetto alle responsabilità ma anche più semplicemente alla gestione del rapporto di coppia.E’ una storia incentrata particolarmente sui due personaggi, Francesca è il nome di lei, il nome di lui non sarà mai citato, perché effettivamente non merita tanto.La storia di questo amore passionale e distruttivo si snoda attraverso continui colpi di scena praticamente per quasi tutta la durata del rapporto, 11 anni.Un romanzo che induce a profonde riflessioni rispetto al valore della propria vita. Purtroppo quando si è immersi in una storia sentimentale, molto spesso si perde di vista la ragione; questa è una prerogativa maggiormente femminile e la donna, è notoriamente più incline a sacrificare una parte di sé per il proprio uomo. E anche oggi, nonostante l’indipendenza conquistata, nonostante i ruoli anche importanti che rivestono le donne nella società, si assiste molto spesso alla loro fragilità all’interno di un ménage sentimentale.
immagine_articolazione.jpgE' partita la campagna informativa per accendere la luce dell’informAZIONE sull’artrite reumatoide.
Una patologia che ha u forte impatto sulla vita quotidiana ed è fortemente invalidante che in Italia colpisce circa 400 mila persone.
La campagna “Articol-AZIONI”, promossa dall'Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR), dalla Società Italiana di Reumatologia (SIR), dalla Fondazione Italiana per la Ricerca sull’Artrite (FIRA) e realizzata con il sostegno di Roche, nasce dai bisogni quotidiani dei pazienti e vuole compiere il primo passo per migliorare la qualità di vita dei malati. “Articol-AZIONI” è stata pensata per “muovere all’azione” i pazienti e i loro cari, con una serie di iniziative e di attività che si svolgeranno tra maggio e dicembre.


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logoanmar_35.jpgIn sede di compilazione della dichiarazione dei redditi i modelli CUD, 730e UNICO contengono uno spazio dedicato al 5 per mille, in cui puoifirmare ed indicare il codice fiscale della nostra Associazione 90030350327.

Se vuoi sostenere i nostri progetti dona il tuo 5 per mille ANMAR Onlus  
mal-di-schiena_m.jpgSecondo uno studio, pubblicato su Plos Medicine, StEP è un test che serve a distinguere i diversi tipi di mal dischiena, al fine di comprendere se vi è una infiammazione a livello deinervi o a livello dei muscoli, e a trovare le vie di indagine o le curepiù adatte.

Il test messo a punto dai ricercatori dell’ospedale del Massachusetts può essere condotto da qualsiasi medico ed è meno invasivo della risonanza magnetica per effetuarlo si utilizza  un ago apposito e di undiapason da neurologo.

Con il test StEP ed alcune domande, il medico dovrebbe riuscire ad individuare in soli 15 minuti di che genere di mal di schiena si tratta, e prescrivere le cure adatte o far sottoporre il paziente ad analisi più approfondite. Se soffrite di mal di schiena, questo è il test che fa per voi, chiedete al vostro medico.
ministero_salute.jpgAl via un progetto del ministero del Lavoro, salute a politiche sociali per la diagnosi precoce e corretta delle artriti.
Lo ha annunciato Gianfranco Ferraccioli, reumatologo dell'università Cattolica di Roma e coordinatore del progetto, a margine di un seminario sui 'progressi e le promesse' nel trattamento delle malattie infiammatorie ad Amsterdam.
"Il finanziamento è stato appena approvato - spiega - e questo è il primo progetto del genere su queste patologie".
Oggi 7 Marzo 2009 “European Fibromyalgia Action Day” a MILANO ore 16.00 Largo Cairoli.
Dopo il successo della petizione sulla Fibromialgia presso il Parlamento Europeo, e con il patrocinio di ENFA (Euopean Network of Fibromyalgia Associations), in accordo con tutti i paesi membri della CEE e di Israele, è stato concordato per oggi 7 marzo 2009 alle ore 16,00 l’European Fibromyalgia Action Day che si svolgerà alla medesima ora in tutti gli Stati Europei.

In Italia la manifestazione si svolgerà a Milano dalle ore 16.00 alle ore 18.00 in Largo Cairoli, angolo via Dante.
Sarà data comunicazione della suddetta manifestazione ai mass media ed ai Parlamentari europei che hanno adottato la dichiarazione sulla fibromilagia.
Vista l’importanza dell’evento vi incoraggiamo a partecipare numerosi e a dare conferma della vostra presenza via e-mail, telefonicamente o via fax possibilmente entro lunedì 2 marzo 2009.

Per confermare la partecipazione e per qualsiasi informazione:
Sede centrale di Milano:
Tel. 02-39042519 (martedì e giovedì dalle ore 10.30 alle 13.00)
Fax. 02-39043454
aisfonlus@hotmail.it

E’ di fondamentale importanza attivare il “passa parola” tra parenti, amici e simpatizzanti per essere veramente numerosi.
E' uscito il numero Speciale 2009 di InSinergia che si puo scaricare direttamente nella sezione Pubblicazioni
Nello Speciale 2009 del Giornale ufficiale dell’Associazione Nazionale Malattie Reumatiche Onlus si parla del Il Primo Rapporto Censis sull’Artrite Reumatoide, una ricerca promossa da Anmar e SIRfa il punto su una malattia cronica che colpisce 300mila italiani: la loro qualità di vita, l’offerta di assistenza.
La rivista affronta e approfondisce l"Essere malati reumatici oggi" e Il Simposio congiunto ANMAR - SIR sulla Narrative Based Medicine.

InSinergia Numero Speciale 09
osteoporosi1.jpgSono circa 300mila le persone che ogni anno in Italia subiscono una frattura da osteoporosi.
Di queste, oltre 5mila solo a Firenze, da anni in prima fila nella ricerca in questo campo. Nell'82% dei casi si tratta di donne, soprattutto anziane. Numeri che causano costi elevatissimi: oltre 1 miliardo di euro ogni anno a carico del Sistema Sanitario Nazionale. L'arma piu' efficace per combattere l'osteoporosi e quindi prevenire le fratture?
Prevenzione prima di tutto, fin da giovanissimi, con una alimentazione corretta soprattutto per le ragazze.
E poi grande attenzione, a malattia conclamata, non solo alle fratture ma soprattutto al cosiddetto ''effetto domino''. Infatti chi, dopo i 50 anni, subisce una frattura osteoporotica, corre un rischio 4 volte superiore di incorrere in un nuovo evento in breve tempo. Per contrastare questo fenomeno - e' stato spiegato durante un convegno a Firenze - e' fondamentale il ruolo dell'ortopedico, che non puo' piu' limitarsi a curare il danno osseo contingente ma deve inserire il paziente in un percorso volto a curare la vera causa della frattura, cioe' l'osteoporosi. Su questo tema e' forte l'impegno dell'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (O.N.Da) e della Fondazione Italiana per la Ricerca sulle Malattie dell'Osso (F.I.R.M.O.)
invito_viii_rapporto_cnamc60.jpgCittadinanzattiva-Coordinamento nazionale Associazioni Malati Cronici presentano il VIII Rapporto sulle politiche della cronicità dal titolo “Il prezzo deidiritti" domani a Roma dalle ore 9,30 alle ore 13,30, presso il Centro Congressi Frentani - via dei Frentani, 4.

Il Rapporto si inserisce in un momento di particolare difficoltà politico-economica nazionaleed internazionale, che sta determinando profonde ricadute nella spesa pubblica e quindisull’assistenza socio-sanitaria, all’interno della quale concetti per noi fondamentali come laterritorialità delle cure, la continuità assistenziale, le cure primarie potrebbero subire ulteriorilimitazioni nella loro applicazione. 
email_lettera.jpgSecondo uno studio condotto negli Usa e pubblicato di recente sul Journal of Clinical Rheumatology su 150 pazienti afferenti a una clinica reumatologica la maggioranza di essi sarebbe favorevole a uno scambio di informazioni via e-mail con il proprio medico.
I ricercatori hanno proposto ai partecipanti un questionario con diverse domande sulla loro malattia, sull’eventuale presenza di altri disturbi, sulla possibilità di usare un computer e relativo collegamento a Internet, sulle loro preferenze in tema di comunicazione con il reumatologo.
Analizzando i questionari i ricercatori hanno rilevato un primo dato positivo, ovvero che la maggior parte dei pazienti, il 74,5 per cento, aveva la possibilità di accedere a Internet. In generale poi l’idea della comunicazione via e-mail con il proprio reumatologo è risultata più gradita ai giovani adulti. Alcuni soggetti, soprattutto uomini, hanno infine riferito qualche perplessità per quanto riguarda il delicato tema della privacy.

dscn1042.jpg«Chi soffre di malattie reumatiche – osservaAntonella Celano, presidente dell’Associazione nazionale malatireumatici- è sempre alla ricerca diinformazioni e conferme sulla diagnosi piuttosto che sulla cura che gliè stata proposta e questo porta spesso a consultare la rete. Ma accantoa questo uso del web, c’è anche sempre maggiore interesseallo scambio di informazioni con lo specialista reumatologo. In questoi pazienti anziani hanno minore dimestichezza, ma spesso c’è un nipoteo un figlio pronto a dare il suo aiuto.
Tuttavia ad oggi l’utilizzodell’e-mail per “dialogare” con lo specialista non è certo la routine esi basa su un’iniziativa personale: il medico, oltre a dare i proprirecapiti al malato, gli segnala anche la propria e-mail per facilitareil rapporto di comunicazione».
versione_red04_50.jpgDal 1 al 22 febbraio parte la campagna nazionale per la raccolta fondi per il Progetto Uveite dell'ANMAR  Gruppo ARG.

Scarica 
Progetto Uveite

Puoi mandare un sms al 48588 e donare 1 euro tramite le compagnie telefoniche Tim, Vodafone, Wind o 3 oppure chiamando da telefono fisso Telecom Italia per sostenere il Progetto donando 2 euro.
logo_amici.jpg "AMICI"  ci sostengono! GRAZIE.




siamo_solo_noiMargherita De Bac, Sperling & Kupfer, € 16,00
Spesso vengono diagnosticate nell'infanzia, a volte dopo anni in cui la famiglia e il bambino hanno vagato da un medico all'altro senza avere risposte. Sono le malattie rare, oltre 5.000, che in Italia colpiscono circa un milione di persone.
I dati sono pochi, i medici spesso non le conoscono e non le sanno né individuare né curare, i farmaci sono pochissimi perché non costituiscono un business interessante per le aziende farmaceutiche.
Sono quindi la caparbietà e la determinazione dei genitori o dei familiari a fare la differenza con ricerche estenuanti su internet, sulle pubblicazioni scientifiche, con i contatti con altri rarissimi malati.
camar.jpg Proposta di legge  - Disposizioni per assicurare un'adeguata assistenza sanitaria ai malati con patologie ostearticolari croniche e malattie autoimmuni.    Proposta di legge
Max Pisu di "Zelig"

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Katherine Kelly Lang interpreta Brooke Logan Forrester

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sinergia archivio
Giornale Ufficiale dellAssociazione Nazionale Malati Reumatici ONLUS
Archivio storico
Documentazione relativa al Convegno Torniamo a guardare il cielo. Roma 19 maggio 2007


LA SPONDILITE ANCHILOSANTE La Spondilite Anchilosante è una malattia reumatica infiammatoria cronica che coinvolge prevalentemente il rachide e le articolazioni sacro-iliache provocando dolore lombare, rigidità e progressiva riduzione della capacità funzionale.

29 novembre - 1 dicembre
Ortoreuma 2007
La patologia osteo articolare del giovane adulto
Roma
http://www.ortoreuma.it

02-05 aprile 2008
XI Congresso Nazionale CROI

Bologna
http://www.croi.it/index.htm

16-22 aprile 2008
La settimana delle “malattie rare” in Reumatologia

Pisa, Buti
http://www.clinexprheumatol.org/rare3/default.asp

11-14 giugno 2008
EULAR-The Annual European Congress of Rheumatology

Parigi
http://www.eular.org/

13-16 agosto 2008
XV Panamerican Congress of Rheumatology

Guatemala City

http://www.panlar2008.org/

18-21 settembre 2008
Congresso OARSI The Osteoarthritis Research Society International

Roma

http://www.oarsi.org


15-18 ottobre 2008
XLV Congresso Nazionale SIR
Venezia
http://www.reumatologia.it/

libro2
Jennifer G. Worrall, “Artrite e reumatismi”, Alpha Test, € 7,90

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Margherita De Bac, "Siamo solo noi"
Sperling & Kupfer
euro 16,00

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Polimialgia reumatica e arterite a cellule gigantiLa polimialgia reumatica e l'arterite a cellule giganti sono 2 malattie intimamente correlate che colpiscono le perosne di età media e avanzata e che spesso compaiono simultaneamente. Alcuni ricercatori ritengono che siano fasi differenti della stessa malattia.Epidemiologia
L'incidenza della polimialgia reumatica e della arterite a cellule giganti aumenta progressivamente dopo i 50 anni e raggiunge il picco di di frequenza tra i 70 e gli 80 anni. L'incidenza è maggiore nelle popolazioni che vivono nelle latitudini più alte. In Italia è più frequente nel nord.Sintomi e  diagnosi
All'inizio degli anni '80 sono stati definiti da 2 gruppi distinti di ricercatori, i criteri per una corretta diagnosi di polimialgia reumatica:Criteri di Chuang e collaboratori:
  • età > ai 49 anni
  • dolore e rigidità bilaterali per un mese o più in 2 delle seguenti aree: collo o torace, spalle o braccia, anche e coscie
  • VES (velocità di eritrosedimentazione) > 40 mm/ora
  • esclusione di altre malattie ad eccezione dell'arterite a cellule giganti
Criteri di Healey e collaboratori:
  • dolore persistente per almeno 1 mese in 2 delle seguenti aree: collo, spalle, bacino
  • rigidità mattutina che persiste per più di 1 ora
  • rapida risposta ai farmaci (prednisone)
  • assenza di altre malattie che causano sintomi ai muscoli e alle ossa
  • età > 49 anni
  • VES > 40 mm/ora
All'inizio degli anni '90 sono invece stati formulati i criteri per la diagnosi di arterite a cellule giganti:
  • età >49 anni
  • comparsa di  mal di testa (cefalea)
  • alterazioni dell'arteria temporale (rigidità, ridotta pulsatilit)
  • VES >50 mm/ora
  • evidenza alla biopsia dell'arteria temporale di una condizione di infiammazione cronica (vasculite).
Nella polimialgia reumatica, il dolore alla spalle è presente sia nei movimenti attivi che passivi. Spesso il dolore alle spalle si irradia alle braccia e quello alle anche si estende verso le ginocchia. Il dolore può iniziare in un lato del corpo ma poi, progressivamente, diventa bilaterale. Nel 50% dei pazienti compaiono anche dolore e rigidità delle ginocchia e dei polsi, la sindrome del tunnel carpale (una infiammazione della guaina che circonda il nervo mediano a livello del polso con conseguente dolore alla prime tre dita della mano), edema del dorso delle mani e dei polsi, delle anche e dei piedi. In un terzo dei casi sono presenti sintomi generali (febbre, stanchezza, perdita dell'appetito, dimagrimento).I sintomi dell'arterite a cellule giganti compaiono gradualmente. Il mal di tesa interessa, per lo più, la regione occipitale e temporale. Quasi la metà dei pazienti ha difficoltà a muovere correttamente la mandibola e talvolta la lingua. Una permanente perdita della visione, parziale o completa, a carico di uno o di entrambi gli occhi compare nel 20% dei casi e spesso è uno dei primi sintomi della malattia (i pazienti riferiscono tipicamente di vedere un ombra difronte agli occhi). Questi sintomi oculari sono dovuti ad insufficiente vascolarizzazione (ischemia) del nervo ottico a causa di una infiammazione (arterite) delle arterie dell'occhio. Nel 30% dei pazienti compare infiammazione di alcuni nervi (neuropatie), soprattutto delle braccia e delle gambe.  Il 40% dei pazienti sono affetti contemporaneamente da polimialgia reumatica. Nel 10-15% dei casi si sviluppano dilatazioni patologiche (aneurismi) delle arterie (soprattutto dell'arteria ascellare) e dell'aorta toracica.Terapia
La terapia si basa essenzialmente sull'uso dei corticosteroidi. Il farmaco migliore e più utilizzato è il prednisone.
La risposta alla terapia è rapida, con risoluzione della maggior parte dei sintomi in pochi giorni.
La terapia alla dose iniziale d'attacco viene mantenuta per 2-4 settimane e poi, progressivamente, la dose viene ridotta.
Nel 30-50% dei pazienti si possono avere riacutizzazioni spontanee della malattia, specialmente durante i primi 2 anni di terapia. Generalmente la terapia viene mantenuta per 1-2 anni, ma in alcuni pazienti, in cui si osserva un susseguirsi di riacutizzazioni, sono necessari periodi più lunghi di trattamento.
I corticosterodi possono causare numerosi effetti collaterali. Tra questi, il diabete e l'osteoporosi sono i più gravi. 
L'osteoartrite è la forma più comune di artrite e la causa più frequente di disabilità. E' una malattia che colpisce una o più articolazioni. La malattia interessa l'intera articolazione e quindi la cartilagine che riveste l'articolazione, l'osso sottostante, i menischi, i legamenti, i muscoli periarticolari, la capsula articolare e la sinovia (il rivestimento della capsula articolare).
L'osteoartrite può colpire qualsiasi articolazione ma predilige quelle delle mani, delle ginocchia, e delle anche.
I fattori di rischio di comparsa dell'osteoartrite sono l'età (più frequente nei pazienti più anziani), traumi, alcuni tipi di attività fisiche o lavorative (osteoartrite del ginocchio più frequente negli atleti e nelle persone che sottopongono il ginocchio a ripetute flessioni; osteoartrite della mano comune tra le lavoratrici tessili; osteoartrite dell'anca comune tra gli agricoltori), obesità, carenza di estrogeni.
I sintomi
L'osteoartrite è causa di dolore che aumenta durante il movimento e si riduce con il riposo. Nelle forme più avanzate il dolore è presente anche a riposo e di notte. Compaiono poi,  transitoria rigidità dell'articolazione specie al mattino o dopo il riposo, ridotta motilità,  crepitio a livello dell'articolazione, e rigonfiamento dell'osso adiacente alla articolazione stessa. Sono assenti sintomi generali come febbre, stanchezza, debolezza muscolare.
Diagnosi
La diagnosi si basa sui sintomi riferiti dal paziente e viene confermata dagli esami radiologici.
L'esame radiologico evidenzia la riduzione di spessore dello spazio articolare (lo spazio che c'è tra una articolazione e l'altra; per esempio nell'osteoartrite del ginocchio si riduce lo spazio articolare tra femore e tibia), la presenza di sporgenze ossee (osteofiti) e di alterazioni dell'osso adiacente alla articolazione.
Terapia
La terapia ha lo scopo di controllare e ridurre il dolore, migliorare la funzione dell'articolazione, rallentare la progressione della malattia. 
Il trattamento deve essere individualizzato e deve consistere in un insieme di strategie terapeutiche quali:
  • riduzione del peso corporeo nelle persone soprappeso o obese;
  • attività fisica aerobica (camminare, andare in bicicletta, nuotare, svolgere altri esercizi acquatici);
  • fisioterapia;
  • tutori (nel caso dell'osteoartrite del ginocchio con instabilità del ginocchio stesso);
  • antidolorifici;
  • somministrazione intra-articolare di corticosteroidi nei pazienti con dolore acuto e segni di infiammazione locale;
  • chirurgia
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L'Artrite Reumatoide oggi colpisce nel mondo circa 10 milioni di persone. In Italia sono circa 300.000 le persone che ne sono affette.L'Artrite Reumatoide colpisce in prevalenza le persone con età compresa tra 30 e 50 anni e soprattutto le donne che rappresentano circa il 75% del totale dei malati. Ne sono però colpiti anche i bambini molto piccoliL'Artrite Reumatoide è una malattia autoimmune e come tutte le malattie autoimmuni non è ancora chiaro qual è il fattore che altera i meccanismi della risposta immunitaria, normalmente utilizzati per difendersi da eventuali agenti esterni, portandoli, invece, ad aggredire i componenti dell'organismo stesso.Quello che si sa invece è come si sviluppa il processo. Il meccanismo si innesca con l'attivazione dei linfociti T che determinano i processi infiammatori che attaccano i tessuti articolari e le ossa provocando quelle gravi alterazioni che portano all'invalidità.Le causePurtroppo non ci sono certezze. Tra le ipotesi più condivise c'è quella che considera l'Artrite Reumatoide una malattia multifattoriale in cui si rintraccia l'influenza sia di componenti ereditarie che di fattori ambientali.Tra le prime c'è l'evidenza statistica che nelle persone con consanguinei affetti da Artrite Reumatoide le probabilità di essere colpite dalla malattia sono quattro volte superiori alla norma. Tra i fattori ambientali è ipotizzata l'azione di alcuni virus, squilibri ormonali e soprattutto modificazioni dell'assetto immunitario. I sintomiIl primo e più importante segno di Artrite Reumatoide è l'infiammazione dolorosa che si verifica a carico di più di una articolazione e prevalentemente, in modo spesso simmetrico, delle due articolazioni delle mani, dei polsi, dei gomiti e delle ginocchia.Un altro elemento caratteristico è la rigidità mattutina dell'articolazione e la persistenza della sintomatologia dolorosa anche con il riposo. La diagnosiLa diagnosi di artrite reumatoide è particolarmente complessa. I test come la VES o la proteina C reattiva riescono a mettere in evidenza solo se esiste un infiammazione ma non se questa è dovuta ad Artrite Reumatoide.Il test del fattore reumatoide non è probante perché non solo c'è un 30% di malati che non è positivo al test ma c'è anche un 5% di persone sane (ma la percentuale sale fino al 10-20% nelle persone con oltre 65 anni di età) che invece risulta positivo perché non evidenziano alterazioni ossee. Quando queste compaiono vuol dire che, purtroppo, la malattia è attiva da molto tempo.Le indagini radiologiche sono di scarsa utilità nella prima fase della malattia.Secondo l'American College of Rheumatology per fare una corretta diagnosi di Artrite Reumatoide devono essere presenti almeno 4 di questi sette requisiti: 
  1. Rigidità mattutina che si protrae per almeno un'ora
  2. Infiammazione/dolore di tre o più aree articolari (falangi, metacarpo, polso, gomito, ginocchio anca e metatarso-falange destre o sinistre)
  3. Infiammazione/dolore delle articolazioni della mano
  4. Impegno simmetrico delle articolazioni colpite
  5. Presenza di noduli reumatoidi sottocutanei, generalmente nelle aree vicine alle articolazioni. Possono repertarsi anche in sede polmonare.
  6. Presenza di livelli sierici elevati di Fattore reumatoide
  7. Segni di erosione delle articolazioni della mano o del polso visibili alla radiografia.
 La terapiaLa terapia dell'Artrite Reumatoide si sviluppa su due fronti: contrastare il dolore e impedire la progressione delle lesioni articolari.Per ridurre il dolore si usano comunemente i diversi analgesici esistenti, gli antinfiammatori non steroidei e i cortisonici.Per evitare la progressione delle lesioni articolari si utilizzano invece farmaci in grado di interferire con la reazione autoimmune.Tra questi ci sono i cosiddetti farmaci di fondo che comprendono diverse sostanze note da tempo e che originariamente erano utilizzate per curare altre patologie.Dalla fine degli anni ‘90 sono disponibili nuovi farmaci, cosiddetti biologici, che hanno rivoluzionato la cura dell' Artrite Reumatoide.La loro peculiarità è quella di bloccare l'azione di una proteina, il Fattore di Necrosi Tumorale (TNF) che nell'organismo sano ha la funzione di attivare le normali risposte infiammatorie mentre nel paziente con Artrite Reumatoide, essendo prodotta in eccesso, scatena quell'infiammazione abnorme che caratterizza la malattia.L'efficacia dei farmaci biologici è molto elevata ma dipende in larga misura dalla tempestività con la quale vengono impiegati.Con diagnosi e terapie precoci è possibile ottenere, nel 50-60% dei casi, la remissione della malattia con scomparsa dei dolori e riduzione del danno che si è realizzato con una qualità di vita accettabile.Nel restante 40% si può registrare un sensibile rallentamento dell'evoluzione della malattia, una notevole riduzione sia della sintomatologia dolorosa sia del realizzarsi dei danni invalidanti.Per ottenere questi risultati è indispensabile però che la diagnosi di Artrite Reumatoide sia effettuata entro 12 settimane dalla comparsa dei primi sintomi e che le cure siano avviate entro 16 settimane e non oltre sei mesi dall'esordi della malattia.Tradotto in termini pratici questo vuol dire che l'approccio all'Artrite Reumatoide sta cambiando da un criterio di gradualità ad un criterio di tempestività dell'intervento.Se prima si cominciava con la terapia analgesica e solo in un secondo momento si passava ai farmaci di fondo, oggi si preferisce sin dagli inizi un approccio più aggressivo soprattutto quando ci sono i segni di una rapida progressione del danno in un soggetto con Fattore reumatoide presente e con VES e proteina C-reattiva elevati. 
Artrite giovanile idiopatica
L'artrite giovanile idiopatica, denominata in precedenza artrite reumatoide giovanile, è la malattia reumatica più comune dell'infanzia. Viene definita come una artrite persistente per più di 6 settimane e che insorge prima dei 16 anni.
Le bambine e le ragazze sono più colpite dei maschi.  L'artrite giovanile idiopatica è più frequente nel Nord Europa e meno nei paesi mediterranei. Si distinguono 7 sottotipi di artrite reumatoide giovanile: l'artrite sistemica, l'oligoartrite, la poliartrite con fattore reumatoide negativo, la poliartrite con fattore reumatoide positivo, l'artrite psoriasica, l'artrite con enterite, e l'artrite non definita
Artrite sistemica
Costituisce il 10-20% dei casi di artrite reumatoide giovanile. Colpisce in uguale frequenza maschi e femmine. Si manifesta all'esordio con artrite (infiammazione di una o più articolazioni) e febbre. La febbre è presente ogni giorno. Compaiono anche:
o    arrossamento della cute (rash cutaneo), che non è fisso in un determinato punto ma è presente in più parti del corpo;
o   aumento di volume dei linfonodi (le ghiandole linfatiche);
o   aumento di volume del fegato e della milza;
o   infiammazione della pleura (pleurite).Gli esami di laboratorio evidenziano anemia ed aumento dei globuli bianchi. Le cause sono sconosciute. E' evidente, però, che tra i meccanismi che causano questa malattia  gioca un ruolo fondamentale una eccessiva produzione e immissione nel circolo sanguigno di sostanze infiammatorie (denominate citochine ed in particolare il TNF).
La terapia spesso non è molto efficace. I farmaci antinfiammatori vengono utilizzati per lo più per ridurre i sintomi ma non sembra che siano capaci di  rallentare la progressione della malattia. Anche i farmaci anti-reumatici specifici (come quelli utilizzati nell'artrite reuamtoide dell'adulto) sono meno efficaci che in altri tipi di artrite giovanile idiomatica.Oligoartrite
Costituisce il 40-60% dei casi di artrite giovanile idiopatica. E'caratterizzata da coinvolgimento di meno di 5 articolazioni nei primi 6 mesi. Può mantenersi tale od evolvere in una forma con interessamento di più articolazioni. Colpite per lo più le articolazioni delle ginocchia, delle anche,  delle dita, dei polsi, dei gomiti. Nella maggior parte dei bambini (55-60%) è colpita una unica articolazione.  La progressione verso la forma poliarticolare si ha nel 60% circa dei casi. Il 25-33% dei bambini affetti da questo tipo di artrite risponde bene ai farmaci antinfiammatori. In quelli che non hanno beneficio da questa terapia si ricorre alla iniezione all'interno della articolazione di corticosteroidi (farmaci antiinfiammatori molto potenti).Poliartrite con fattore reumatoide negativo
Costituisce il 20-25% dei casi di artrite giovanile idiopatica. Caratterizzata da coinvolgimento di più di 4 articolazioni nei primi 6 mesi e dal test del fattore reumatoide negativo. La terapia si basa sull'impiego combinato di farmaci anti-infiammtori, corticosteroidi, e farmaci anti-reumatici specifici. Poliartrite con fattore reumatoide positivo
Costituisce il 5-10% dei casi di artrite giovanile idiopatica. E' caratterizzata da coinvolgimento di più di 4 articolazioni nei primi 6 mesi e dal test del fattore reuamtoide positivo. In questo tipo di artrite giovanile, il trattamento deve essere simile a quello che si utilizza nell'artrite reumatoide dell'adulto. Innanzitutto deve essere precoce. Inoltre deve prevedere l'impiego combinato di più farmaci (anti-infiammatori, corticosteroidi, farmaci anti-reumatici specifici).Artrite con entesite
E' una forma di artrite giovanile caratterizzata anche da infiammazione cronica dei punti di inserzione dei tendini nelle ossa (entesite). Generalmente sono presenti anche dolore lombosacrale e una infiammazione dell'occhio (uveite). Tipicamente compare nei maschi di età superiore ai 6 anni. Pochi studi hanno valutato l'efficacia dei diversi farmaci (anti-infiammatori, corticosteroidi, farmaci specifici) in questo tipo di artrite giovanile idiopatica. Secondo alcuni studi i farmaci che inibiscono la produzione e l'azione del TNF sarebbero efficaci  
Artrite psoriasica
Costituisce il 5% dei casi di artrite giovanile idiomatica. E' caratterizzata dalla presenza contemporanea di artrite e psoriasi (malattia della pelle) o di artrite associata ad infezioni delle dita e lesioni delle unghie (simili a quelle che compaiono nella psoriasi). L'artrite può interessare poche articolazioni (forma oligoarticolare) o numerose articolazioni (forma poliarticolare). A seconda del tipo di artrite, si adotta il trattamento più adeguato.
 
Le spondiloartropatie sono malattie reumatiche croniche di tipo infiammatorio che hanno in comune fattori genetici predisponenti e alcune caratteristiche cliniche.
Comprendono la spondilite anchilosante, l'artrite associata alla psoriasi, l'artrite reattiva,  e l'artrite associata a malattie infiammatorie dell'intestino (rettocolite ulcerosa e morbo di Crohn).Le caratteristiche principali che le accomunano sono:
  • l'entesite, ovvero l'infiammazione dell'entesi il punto in cui i legamenti e i tendini si inseriscono nelle ossa;
  • l'infiammazione delle articolazioni del bacino (sacro-iliache) e della colonna vertebrale;
  • l'infiammazione delle articolazione delle gambe;
  • alterazioni a carico dell'intestino, della cute, degli occhi, e della aorta;
  • infiammazione di un intero dito (dito a salsiccia).
Le spondiloatropatie sono più comuni di quanto si credesse nel passato. Studi recenti, condotti nell'Europa Orientale, indicano che le spondiloartopatie hanno una frequenza simile a quella dell'artrite reumatoide. Sono più frequenti in alcuni gruppi etnici (eschimesi) e meno in altri (Giapponesi)
Gerolamo Bianchi
Presidente CROI Collegio dei Reumatologi Ospedalieri Italiani