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Sono apparsi sulle pagine degli Annals of Rheumatic Diseases e di Arthritis & Rheumatism i nuovi criteri per la classificazione dell’artrite reumatoide sviluppati dall’American College of Rheumatology e dall’European League Against Rheumatism. Lo scopo è quello di migliorare la diagnosi, consentendo ai medici di identificare l’artrite reumatoide a stadi molto precoci, dando modo ai ricercatori di studiare trattamenti per la malattia già nelle fasi iniziali, prima che questa diventi cronica.
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Alla fine di luglio il Coordinamento Nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici (CnAMC), rete di Cittadinanzattiva composta da 85 associazioni di pazienti con patologie croniche e rare di cui fa parte anche ANMAR, ha sottoscritto una lettera indirizzata al direttore generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco.
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Il 27 luglio scorso ANMAR, insieme ad ADIPSO, è stata convocata presso la Commissione Igiene e Sanità. L’oggetto dell’audizione è stato l’ “Indagine conoscitiva sulle malattie di particolare rilevanza sociale: malattie reumatiche croniche”.
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Il consumo moderato di alcool sembra ridurre sia i sintomi sia l'insorgenza dell'artrite reumatoide (AR). Lo affermano Gerry Wilson e James Maxwell dell'Università di Sheffield (Regno Unito) in uno studio pubblicato sulla rivista Rheumatology, il primo a mostrare gli effetti dell’alcool sulle malattie reumatiche nell’essere umano.
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Arriva anche in Italia Reumaflex, la prima e unica somministrazione sottocutanea di metotressato per il trattamento dell’artrite reumatoide. Lo ha comunicato Alfa Wassermann in occasione dell’Eular, il congresso internazionale di reumatologia nei giorni scorsi a Roma. Storicamente assunto per via orale o intramuscolare, il metotressato è uno dei farmaci cosiddetti Dmars (Disease Modifying Anti-Rheumatic Drugs), in grado cioè di modificare il decorso della malattia e di migliorarne i sintomi. È impiegato da oltre cinquant’anni in monoterapia o in combinazione, e rimane ancora il ‘gold standard’ nel trattamento dell’artrite reumatoide.
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Uno studio appena pubblicato su Nature mette in luce il ruolo di alcune rare mutazioni geniche nello sviluppo delle malattie autoimmuni. I ricercatori del Massachusetts General Hospital (Boston, Usa) hanno infatti scoperto che alcune alterazioni di un gene importante per l’attività del sistema immunitario sono più frequenti nelle persone colpite da artrite reumatoide o da diabete di tipo II. La ricerca, condotta da Shiv Pillai, identifica quindi un altro possibile meccanismo su cui intervenire per combattere queste patologie.
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L'esperienza di Miria di Giosaffatte, presidente AAMAR (Associazione Abruzzese Malati Reumatici)
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Il 16 giugno alle ore 12 si è aperto a Roma l’Annual European Congresso of Rheumatology. Nei giorni precedenti abbiamo lavorato tutto il giorno per allestire lo stand, punto informativo di ANMAR per accogliere nel migliore dei modi tutti i visitatori. L’affluenza in questa prima giornata è stata intensa e i volontari hanno dato il meglio di sé fornendo informazioni e materiali ai partecipanti. Il nostro lavoro proseguirà nei prossimi giorni.
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Nell’immaginario, è una malattia del passato. E riservata ai “grandi” uomini, coloro che hanno saputo eccellere nella scienza, nella letteratura e nell’arte della guerra: ne soffrivano infatti Galileo, Leonardo e Newton, poi Voltaire, ma anche Giulio Cesare, Carlo Magno e Luigi XIV. Una malattia, si pensava non del tutto a sproposito, legata anche all’intelligenza del paziente. Uno studio pubblicato sull’American Journal of Genetics mostra come fra gli appartenenti al Mensa, il club dei superintelligenti, vi sia un incremento statisticamente significativo di due condizioni della malattia: l’iperuricemia e la miopia.
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Un nuovo test biochimico per la diagnosi precoce dell’osteoartrite: lo hanno messo a punto i ricercatori del King’s College di Londra, basandosi sull’analisi di alcuni markers biologici presenti nel sangue. La ricerca è stata appena pubblicata sugli Annals of Rheumatic Diseases.
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Estrogeno e testosterone per contrastare l'osteoartrite. Ad aprire la strada a una terapia ormonale per il trattamento di questa patologia sono i ricercatori della August University di Gottinga (Germania), con uno studio pubblicato su Arthritis & Rheumatism. Secondo la ricerca, infatti, in questo modo si potrebbero rigenerare almeno in parte i tessuti danneggiati.
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Si è costituito a Roma, alla presenza dell’On. Domenico Scilipoti (Italia dei Valori) presso Palazzo Marini, il Forum Nazionale Sindrome Fibromialgica; ne fanno parte, ad oggi, L’Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica, l’Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR), il Dott. Alessandro Spano, la Dott.ssa Cristina Iannuccelli, specialista in Reumatologia.
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Etoricoxib è un antiinfiammatorio che agisce inibendo la ciclo-ossigenasi-2 (Cox2), l’enzima responsabile del dolore e dell’infiammazione. Il farmaco (nome commerciale Arcoxia), è stato sviluppato da Merck per il trattamento sintomatico dell’osteoartrosi, dell’artrite reumatoide e del dolore e dei segni di infiammazione associati all’artrite gottosa acuta. Ora però è stato autorizzato anche nel trattamento sintomatico della spondilite anchilosante.
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L’iter terapeutico intrapreso da chi convive con patologie incurabili e rare è una vera odissea che inizia nel momento del diagnosi. Lo denuncia il IX Rapporto CnAM “Malattie croniche e diritti: zona ad accesso limitato” presentato a Roma.
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L’obesità, insieme alla mancanza di esercizio fisico, è un fattore di rischio per l’artrite. E a essere in pericolo sono soprattutto le donne. Lo dimostra ancora una volta uno studio condotto dai ricercatori canadesi del Toronto Western Research Institute, che hanno pubblicato le loro osservazioni su Arthritis Care & Research, giornale dell’American College of Rheumatology.
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Una passeggiata di poco più di un chilometro, due volte al giorno, tre giorni a settimana. Una buona pratica che, se sommata all'assunzione di glucosamina solfato, è in grado di ridurre i sintomi dell'osteoartrite: lo sostengono i ricercatori dell'Università di Queensland, in Australia, in uno studio appena pubblicato su Arhritis Research and Therapy.
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Un’analisi del sangue per quantificare il rischio di sviluppare l’artrite reumatoide nell’arco di pochi anni. Potrebbe essere questo il principale sviluppo di uno studio condotto dai ricercatori dell’Ospedale universitario di Umea, in Svezia, e in corso di pubblicazione su Arthritis&Rheumatism, giornale dell’American College of Rheumatology.
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Quello dell’artrite reumatoide è un dolore che toglie il sonno. Letteralmente, come hanno dimostrato i ricercatori della Divisione di Reumatologia e Centro di terapia del dolore del Brigham and Women’s Hospital, insieme ai colleghi della Scuola di medicina dell’Università del Michigan, negli Stati Uniti.
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Ocrelizumab, un anticorpo umanizzato che colpisce in modo selettivo i CD20, le proteine di membrana dei linfociti B, ha dimostrato di essere efficace nel migliorare i segni e i sintomi dell’artrite reumatoide in pazienti con una risposta inadeguata al metotressato.
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L’aterosclerosi può contribuire alla comparsa o alla progressione dell’osteoartrite: è questa la conclusione di uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Reumatologia dell’Ospedale universitario di Reykjavik, in Islanda, pubblicato sugli Annali of Rheumatic Diseases, la rivista ufficiale dell’Eular (Lega europea contro le malattie reumatiche).
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