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Aggiornate le linee guida per i farmaci contro l’artrite reumatoide

Programmare una terapia molto aggressiva in caso di diagnosi precoce. E’ questa una delle più importanti novità presenti nelle linee guida aggiornate per l’uso dei farmaci contro l’artrite reumatoide, appena rilasciate dall’American College of Reumathology e pubblicate su Arthritis Care & Research.

L’ultimo aggiornamento delle linee guida risaliva al 2008, e in questi quattro anni i progressi nell’ambito dei trattamenti – come l’arrivo di nuovi farmaci biologici – avevano reso necessaria una revisione che permettesse ai medici di scegliere opportunamente tra le opzioni a loro disposizione.

A realizzarla concretamente sono stati i ricercatori di 18 istituzioni statunitensi guidati dalla University of Alabama at Birmingham e dalla University of California – Los Angeles. Gli scienziati hanno analizzato gli studi presenti in letteratura su PubMed  e sul Cochrane Database of Systematic Reviews e relativi a otto diversi Dmard (disease-modifying anti-rheumatic drugs) e nove farmaci biologici.

Un’altra novità importante è la presenza di indicazioni chiare rispetto a come e quando i medici debbano modificare la terapia di un paziente, passando dai farmaci antireumatici modificanti la malattia (o Dmard) ai biologici. “Queste nuove linee guida”, conferma Jasvinder Singh, coordinatore del progetto e docente presso la University of Alabama, “offrono per la prima volta un’indicazione su come e quando impiegare le due diverse classi di farmaci. Inoltre, sottolineano la necessità di vaccini e screening per proteggere i pazienti con artrite reumatoide da infezioni come la tubercolosi e l’herpes zoester, e indicano anche i trattamenti adeguati per chi viene colpito da cancro, epatiti o problemi cardiovascolari”.

Sebbene i trattamenti specifici varino da paziente a paziente, le nuove raccomandazioni prevedono in generale che i medici comincino una terapia a base di Dmard, anche in combinazione tra loro, e poi passino ai farmaci biologici quando i primi si rivelino inefficaci. La scelta del farmaco biologico è ovviamente condizionata sia dallo stato di avanzamento della malattia sia dalla presenza di altre patologie. Per esempio, in caso di epatite B cronica non trattata, questa classe di farmaci è sconsigliata a causa degli effetti collaterali.

Vaccinazioni e screening contro malattie infettive sono invece consigliati in base alla natura stessa della patologia: l’artrite reumatoide è comunque una malattia autoimmune, e quindi rende il fisico più vulnerabile all’attacco di agenti patogeni. Per questo motivo le nuove linee guida raccomandano che tutti i pazienti in terapia biologica si sottopongano regolarmente ad analisi per infezioni da tbc latente.

Riferimenti: Arthritis Care & Research DOI: 10.1002/acr.21641