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Artrite psoriasica e spondilartrite assiale correlate al fumo di sigaretta

Aumenta il numero di ricerche che confermano la correlazione positiva tra fumo e malattie reumatiche. Ad aggiungersi alla lista sono ora due studi pubblicati sugli Annals of Rheumatic Diseases. Il primo è una ricerca della Università di Harvard che evidenzia un maggiore rischio per fumatori ed ex fumatori di sviluppare l’artrite psoriasica. Nel secondo, invece, i ricercatori dell’Università Paris-Descartes di Parigi mostrano un legame tra il fumo di sigaretta e la comparsa precoce dei sintomi di dorsalgia di origine infiammatoria in pazienti con una diagnosi di spondiloartrite assiale. Gli scienziati statunitensi, coordinati da Abrar Qureshi, hanno esaminato l’incidenza dell’artrite psorisiaca tra le 95mila partecipanti al Nurses’ Health Study, identificando 157 casi. I ricercatori hanno scoperto che la probabilità di sviluppare questa malattia è proporzionale alla durata e all’intensità della carriera di fumatore di una paziente. In particolare, quanti fumano da meno di 25 anni avrebbero un rischio 1,7 volte più alto rispetto ai non fumatori; questa percentuale sale a 3,12 per i fumatori con più di 25 anni di tabagismo alle spalle. Per quanto riguarda il numero di sigarette fumate, invece, le statistiche presentate dagli studiosi di Harvard mostrano che il rischio è più alto di 1,48 volte per chi fuma meno di 20 pacchetti l’anno, di 3,33 per chi ne fuma tra 20 e 44, e di 3,91 sopra i 44.“I meccanismi molecolari e biologici attraverso il quale il fumo può influenzare l’incidenza di artrite psoriasica deve ancora essere identificato”, spiegano i ricercatori. Tra i possibili candidati ci sono l’induzione di stress ossidativo, l’inasprimento dello stato infiammatorio e l’indebolimento del sistema immunitario.Nel secondo studio pubblicato sugli Annals, Maxime Dougados e la sua équipe di ricerca hanno esaminato 647 pazienti con spondiloartrite assiale, il 37,2 per cento dei quali fumatore o ex. L’analisi dei ricercatori ha mostrato che l’età media di comparsa dei sintomi di dorsalgia di origine infiammatoria era di 31 anni tra i fumatori e di 33 tra i non fumatori. Inoltre i primi presentavano un quadro clinico e sintomi più severi rispetto ai secondi, e soprattutto lesioni strutturali all’articolazione sacroiliaca e alla colonna vertebrale. La maggiore severità della patologia, poi, si traduceva per i fumatori anche in un numero più alto di giorni di lavoro persi a causa della malattia, e a un conseguente maggiore peso economico.“Presi insieme, questi studi mostrano che l’interazione tra fattori ambientali e l’instaurarsi, il corso e l’esito di malattie reumatica è più complessa di quanto pensato finora”, ha commentato in un editoriale sullo stesso giornale Jurgen Braun del centro di reumatologia Ruhrgebiet di Herne in Germania. “Sta anche diventando sempre più chiaro quanto sia dannoso l’effetto del fumo di sigaretta sulla maggior parte di queste patologie”.Riferimenti: Annals of Rheumatic Disease doi:10.1136/annrheumdis-2011-200416
doi:10.1136/annrheumdis-2011-200180