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I primi criteri di classificazione per la polimialgia reumatica

Un primo passo verso l’identificazione precoce e precisa della polimialgia reumatica: è quello compiuto dai primi criteri di classificazione per questa malattia mai messi a punto, appena rilasciati dall’American College of Reumatology (Acr) e pubblicati sia su Arthritis & Rheumatism sia sugli Annals of the Rheumatic Disease.

La polimialgia reumatica è una causa relativamente comune di dolore – soprattutto a spalle e anche –  e rigidità diffuse in pazienti over 50. Può essere difficile da diagnosticare perché raramente comporta gonfiore delle articolazioni o altri sintomi univoci e, inoltre, può essere accompagnata da altre condizioni reumatiche.

Fino a oggi non esisteva alcun tipo di indicazione per una diagnosi specifica, e anche quelli appena rilasciati non possono essere considerati ufficialmente criteri diagnostici, bensì linee guida indicative. “Non hanno un’adeguata specificità e sensibilità per essere usati nella pratica clinica e, del resto, questo non è il loro obiettivo primario”, spiega Robrt Spiera dell’Hospital for Special Surgery di New York in un editoriale di accompagnamento su Arthritis & Rheumatism. “Tuttavia è molto probabile che una volta pubblicati questi criteri saranno presi in considerazione dai reumatologi e soprattutto dai medici di base”.

Tra i nuovi criteri, rilasciati in collaborazione con la European League Against Rheumatism, troviamo: un’età superiore ai 50 anni, dolore ad entrambe le spalle, tassi anomali di proteina C reattiva e/o di sedimentazione degli eritrociti, rigidità mattutina superiore ai 45 minuti, dolore all’anca e mobilità ridotta, assenza di anticorpi anti peptide ciclico citrullinato. Sono poi presi in considerazione anche i risultati di alcuni esami agli ultrasuoni.  

“Questi nuovi criteri guida sono stati messi a punto confrontando tra loro pazienti con sintomi di polimialgia causata da una varietà di condizioni che compromettono le articolazioni di spalle e anche o da  artrite reumatoide, e seguendoli per sei mesi”, spiega Eric Matteson, responsabile del Dipartimento di reumatologia presso il College of Medicine della Mayo Clinic e membro dell’Acr che ha collaborato alla redazione dei criteri. “Alla fine di questo periodo abbiamo confermato la diagnosi per alcuni pazienti e individuato le caratteristiche specifiche della patologia, in grado di differenziarla dalle altre condizioni reumatiche”.

Riferimenti: Annals of the Rheumatic Diseases