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Nuovi criteri per l’artrite reumatoide

Sono apparsi sulle pagine degli Annals of Rheumatic Diseases e di Arthritis & Rheumatism i nuovi criteri per la classificazione dell’artrite reumatoide sviluppati dall’American College of Rheumatology e dall’European League Against Rheumatism. Lo scopo è quello di migliorare la diagnosi, consentendo ai medici di identificare l’artrite reumatoide a stadi molto precoci, dando modo ai ricercatori di studiare trattamenti per la malattia già nelle fasi iniziali, prima che questa diventi cronica. I precedenti criteri di classificazione dell’artrite reumatoide risalivano al 1987, e si basavano per lo più sui sintomi della malattia molto avanzata: ai pazienti veniva diagnosticata l’AR quando ormai le articolazioni erano danneggiate. Questo ha per lungo tempo reso difficile l’attività di medici e ricercatori nello studio degli stadi precoci della patologia, essenziale invece per sviluppare i trattamenti necessari a prevenire l’estensione dei danni.

Per aggiornare questi criteri, e alla luce del recente sviluppo di nuove terapie per l’AR, i ricercatori dell’Eular e dell’American College of Rheumatology hanno lavorato insieme dal 2008 in tre diverse fasi. Nella prima hanno raccolto dati scientifici sui pazienti con sintomi di artrite precoce e ad alto rischio di sviluppare forme più gravi della malattia. Nella seconda fase hanno consultato reumatologi esperti per cercare di capire quali fossero i fattori più importanti per lo sviluppo dei danni alle articolazioni. Nella terza fase, infine, i dati di pazienti e reumatologi sono stati combinati insieme a elaborare un sistema a punti per stabilire dei limiti oltre il quale la malattia fosse identificabile.

Nello specifico, i nuovi criteri di definizione della malattia prevedono che un paziente abbia l’AR quando è presente una sinovite (l’infiammazione della membrana sinoviale delle articolazioni) in almeno un’articolazione, non dovuta a gotta o ad artrite da infezione, e quando i sintomi riportati totalizzano un punteggio pari o maggiore a sei. Questo punteggio tiene in considerazione il numero di articolazioni interessate dall’infiammazione, la durata dei sintomi e gli esiti degli esami di laboratorio.

Con i nuovi criteri i ricercatori potranno reclutare nei trial clinici pazienti in stadi molto precoci della malattia, e sviluppare quindi trattamenti più efficaci per prevenire i sintomi degli stadi tardivi dell’artrite reumatoide. Utilizzati per ora a scopo di ricerca, questi criteri, secondo gli scienziati, potranno essere impiegati in futuro anche come base per la diagnosi clinica di AR.