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Osteoartrite: ingannare il cervello per alleviare il dolore

Un’illusione indotta nella mente, grazie all’uso di video e computer, per ridurre il dolore causato dall’artrite. O addirittura farlo scomparire, almeno per un po’. E’ questo il senso dell’esperimento condotto dai ricercatori dell’Università di Nottingham, UK, che hanno testato una nuova tecnologia sui pazienti con diagnosi di osteoartrite. I risultati dello studio su Rheumatology.

La tecnologia utilizzata si chiama Mirage, ed è un programma che permette di  riprendere l’immagine video della mano di un paziente e di manipolarla al computer in tempo reale, simulando ad esempio l’applicazione di una pressione o uno stiramento. La caratteristica, che dà il nome al programma, è che nell’individuo che guarda il video della sua mano, si genera un’“illusione corporea”: in altre parole il cervello viene ingannato dall’immagine, e l’individuo avverte la sensazione che la manipolazione avvenga realmente.

I ricercatori dell’Università di Nottingham, guidati da Roger Newport, hanno pensato di testare il sistema Mirage su 20 pazienti con osteoartrite, per verificare la possibilità di utilizzarlo come terapia. L’osteoartrite provoca, com’è noto, forti dolori alle articolazioni: per di più, la stessa fisioterapia può dare origine a sensazioni dolorose, e questa nuova tecnologia potrebbe essere un suo valido sostituto.

Nello studio sono stati coinvolti 20 volontari, con età media di 70 anni, tutti pazienti con diagnosi di artrite alle mani o alle dita, i cui dolori erano stati trattati esclusivamente con paracetamolo. All’inizio della sperimentazione, ai volontari è stato chiesto di segnalare ai ricercatori le zone di algia, assegnando ad ognuna di esse un punteggio da 0 a 20 in base all’intensità crescente della sensazione dolorosa. I pazienti sono stati poi sottoposti al test con Mirage: gli scienziati hanno dunque simulato sul video l’applicazione di stiramento o pressione nelle aree indicate. I risultati ottenuti mostrano che nell’85 per cento dei pazienti si è ottenuta una riduzione del dolore, pari ad almeno la metà di quello avvertito normalmente, e in un terzo dei casi la sua totale temporanea scomparsa.

I ricercatori sperano che quanto riscontrato nello studio possa rappresentare un primo passo verso la progettazione di nuove tecnologie da impiegare in fisioterapia, metodi che simulando i movimenti eviterebbero il dolore nei malati anche durante l’esecuzione degli esercizi.