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Quel dolore che non fa dormire

Quello dell’artrite reumatoide è un dolore che toglie il sonno. Letteralmente, come hanno dimostrato i ricercatori della Divisione di Reumatologia e Centro di terapia del dolore del Brigham and Women’s Hospital, insieme ai colleghi della Scuola di medicina dell’Università del Michigan, negli Stati Uniti.

Secondo gli studiosi, l’infiammazione alla base della malattia è associata a una riduzione della soglia del dolore alle articolazioni (dunque a una maggiore sensibilità al dolore), che a sua volta provoca un aumento dei disturbi del sonno nei pazienti.

Lo studio americano è stato condotto su 59 donne con artrite reumatoide. A loro i ricercatori hanno somministrato un questionario per valutare l’andamento della malattia (per esempio monitorando i livelli della proteina C-reattiva), la presenza di disturbi del sonno e di stress psicofisico, misurando poi il livello di sensibilità al dolore pressorio alle articolazioni e in altri siti.

“I disturbi del sonno sono inversamente associati alla soglia del dolore”, scrivono gli autori della ricerca su Arthritis Research & Therapy, nel senso che più questa è bassa, più è frequente la presenza di risvegli notturni, come se ci fosse un deficit nella gestione del dolore a livello centrale.

“Poiché le differenze nella sensibilità al dolore possono influenzare le decisioni terapeutiche – commenta Yvonne Lee, a capo del team di ricerca – è importante capire quali siano i fattori associati all’abbassamento della soglia di tolleranza”. Nella pratica clinica, dunque, conclude la studiosa, medici e ricercatori dovrebbero valutare sia i fattori infiammatori che quelli non infiammatori nella valutazione del dolore.