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Un anticorpo per spegnere l’infiammazione

Si chiama secukinumab, ed è un anticorpo che potrebbe aiutare i malati di artrite reumatoide a diminuire il gonfiore e il dolore alle articolazioni. La molecola è stata messa a punto dai ricercatori del Novartis Institute for BioMedical Research di Basilea (Svizzera), guidati da Franco Di Padova, ed è in grado di calmare l’infiammazione nei pazienti che soffrono di artrite reumatoide o di altre patologie autoimmuni, come l’uveite e la psoriasi. Le potenzialità dell’anticorpo, ancora alla fase sperimentale, sono state presentate su Science Translational Medicine.

L’infiammazione, che caratterizza tutte le patologie autoimmuni, è un complesso meccanismo biologico guidato da piccole proteine: le citochine. L’anticorpo sviluppato dai ricercatori funziona legandosi e bloccando l’attività di una di queste proteine, l’interleuchina 17A (IL-17A), sospettata di essere il motore principale dell’infiammazione.

Per testare l’efficacia di questo anticorpo nello spegnere l’infiammazione, i ricercatori hanno reclutato 52 pazienti con artrite reumatoide, 36 con psoriasi cronica e 16 con uveite: alcuni hanno ricevuto il secukinumab, altri solo un placebo. I ricercatori hanno così osservato che la somministrazione dell’anticorpo è in grado di migliorare il quadro clinico in tutti i malati. In particolare, nei pazienti con AR il trattamento con secukinumab riduce sensibilmente il gonfiore delle articolazioni e abbassa i livelli di alcuni marker dell’infiammazione (come la proteina C reattiva). Gli scienziati hanno inoltre osservato che la somministrazione dell’anticorpo è sicura: per il secukinumab si riscontrano effetti collaterali simili a quelli registrati per il placebo.

Studi clinici più estesi, come spiegano i ricercatori, saranno però necessari per convalidare questi risultati e considerare il secukinumab come un potenziale trattamento per le malattie infiammatorie.