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Vitamina D e calcio, integratori davvero utili?

Le donne sane in post-menopausa non dovrebbero assumere integratori a base di vitamina D e calcio per la prevenzione delle fratture. È il risultato cui è giunta la U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF), un comitato di esperti che ha il compito di suggerire al governo americano le politiche da attuare nel campo della prevenzione. Lo studio è apparso sulla rivista Annals of Internal Medicine.

È stato stimato che circa metà delle donne in post-menopausa soffrirà, nel corso della propria vita, di fratture legate all’osteoporosi, incidenti che, soprattutto nel caso in cui interessino l’anca, possono causare dolori cronici, disabilità, perdita di indipendenza, una peggiore qualità di vita e un aumento della mortalità. Una delle terapie proposte con una certa frequenza per prevenire tali incidenti è l’assunzione di integratori di calcio, che aiutano a rinforzare le ossa, e vitamina D per combattere la miopatia prossimale, una sindrome che è all’origine di molte cadute in età geriatrica.

Le due sostanze sono comunque importanti per la salute in generale. L’Institute of Medicine ad esempio, un importante organismo americano dedicato alla salute pubblica, consiglia l’assunzione quotidiana di una dose minima di 600 IU (unità di misura della quantità di una sostanza tarata sui suoi effetti biologici) di vitamina D, e 1.000 mg di calcio a partire dai 19 anni di età. Fino ad oggi però, non erano chiari gli effetti di dosi così alte delle due sostanze sulla probabilità per le donne in post-menopausa di riportare fratture. Poiché la loro assunzione espone ad alcuni effetti collaterali, tra cui un aumento dell’incidenza di calcoli renali, gli esperti dell’USPSTF sono stati chiamati a studiare la questione.

I ricercatori hanno esaminato la letteratura scientifica esistente, analizzando 6 studi clinici che verificavano gli effetti della vitamina D insieme al calcio su gruppi di pazienti adulti non ospedalizzati. I risultati hanno mostrato che una dose inferiore ai 400 IU di vitamina D e di 1.000 mg di calcio non influenza in modo significativo la probabilità di riportare fratture per le donne in post-menopausa che non presentino altri fattori di rischio, mentre per dosi superiori, i dati disponibili non sono sufficienti per fornire una risposta definitiva. L’USPSTF sconsiglia quindi il ricorso alle due sostanze, almeno per quanto riguarda la prevenzione delle fratture in soggetti sani.

Fonte: http://annals.org/article.aspx?articleid=1655858